Seminario di Anna Caterina Dalmasso su "L’arena dell’immagine. Dal templum alla realtà virtuale"

Venerdì 15 gennaio 2021, dalle ore 10:00 alle 12:00

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Anna Caterina Dalmasso
L’arena dell’immagine. Dal templum alla realtà virtuale
https://teams.microsoft.com/l/channel/19%3a0409226088f64463bd1919b0b6d88869%40thread.tacv2/Seminario%252015%2520gennaio%25202021%2520Anna%2520Caterina%2520Dalmasso?groupId=1bd2fba8-2b92-4412-b84d-49a7d0985904&tenantId=c30767db-3dda-4dd4-8a4d-097d22cb99d3

Abstract
Gli ambienti virtuali contemporanei immergono lo spettatore in uno spazio tridimensionale, esplorabile a 360°, in cui i limiti dell’immagine sembrano venire meno, in quanto l’orizzonte del campo visivo non è più interrotto dai bordi della cornice o dell’inquadratura. In realtà, già il cinema aveva iniziato a sottoporre a tensione i limiti del frame, attraverso l’espansione dei formati e la moltiplicazione degli schermi, perseguendo ora il mito di un “cinema totale”, ora la realizzazione di un cinema diffuso o “esteso”. Rispetto a questo progressivo farsi ambiente dell’immagine, la cornice sembrerebbe destinata a rimanere un retaggio del patrimonio artistico del passato. Allo stesso tempo, il gesto della cornice come processo generativo dell’immagine rimane una pratica cruciale non solo per la produzione artistica, ma anche per le pratiche mediali contemporanee – da Instagram a Twitch. Vorrei allora interrogare la scomparsa della cornice e ripensare il nostro modo di concepire la soglia dell’immagine a partire da un’indagine archeologica del dispositivo del templum divinatorio nell’ornitomanzia etrusco-latina, come pre-figurazione della pratica di inquadrare il campo visivo.

CVS
Anna Caterina Dalmasso è ricercatrice a tempo determinato (rtd-a, L-ART-06) presso il Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano, all’interno del progetto ERC “AN-ICON – An-Iconology: History, Theory, and Practices of Environmental Images” diretto da Andrea Pinotti. All’incrocio tra la fenomenologia, l’estetica, la cultura visuale e gli studi di cinema e media, le sue ricerche attuali si concentrano sull’estetica degli ambienti immersivi, i rapporti tra tecnica e sensibilità, il post-cinema e l’archeologia dei media.
Dottore di ricerca in Estetica (2015, Université “Jean Moulin” Lyon 3/Università degli Studi di Milano) è autrice di due monografie dedicate al pensiero di Merleau-Ponty e alla sua attualità per lo statuto dell’immagine e della medialità nel mondo contemporaneo: Le corps, c’est l’écran. La philosophie du visuel de Merleau-Ponty (Mimesis, 2018) e L’œil et l’histoire. Merleau-Ponty et l’historicité de la perception (Mimesis, 2019). È stata ricercatrice postdottorale Marie Curie Cofund presso il Centre Prospéro dell’Université Saint-Louis – Bruxelles (2017-2019).
Ha codiretto diversi volumi collettivi e numeri tematici di riviste dedicati al tema degli schermi (“Schermi/Screens” Rivista di Estetica 2014, “Pensare nella caverna” Materiali di Estetica 2014, Vivre par(mi) les écrans 2016, Les pouvoirs des écrans 2018, I poteri degli schermi 2020, con Mauro Carbone e Jacopo Bodini) e al rapporto tra il corpo e la cornice dell’immagine (“Les gestes du cadre” La Part de l’Œil 2020, Marges du corps, gestes du cadre, 2021, in preparazione con Natacha Pfeiffer). Ha insegnato estetica, filosofia dell’arte e cultura visuale presso l’Université “Jean Moulin” Lyon 3, l’Université “Lumière” Lyon 2 e l’Università degli Studi di Milano.
Ha inoltre lavorato come assistente alla regia, sceneggiatrice e videomaker, collaborando in progetti pedagogici e intermediali al fianco del regista documentarista Andrea Caccia

Pubblicato il 8 Gennaio 2021